Resoconto del corteo a Magliana (Roma)

Venerdì 24 aprile, alla vigilia della festa del 25 aprile, si è tenuto, come previsto, un corteo per le vie di Magliana, a sostegno di tutte le lotte in corso per la casa, ed in particolare di quella dell’occupazione "8 marzo". Il corteo era promosso dal Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, insieme alle strutture di lotta di Magliana. Numerose erano state le adesioni dal resto della città.

Prima della partenza

Il corteo voleva ribadire che la scuola "8 marzo", salvata dal degrado e dall’abbandono in cui era stata colpevolmente lasciata dal Comune (che ne è il proprietario) grazie alla fatica degli occupanti, è, e deve rimanere:

  • Pubblica;
  • Una soluzione per le famiglie senza casa;
  • Uno spazio a disposizione del quartiere.

Volevamo inoltre dimostrare, e ci siamo riusciti, che a Roma la lotta per la casa è una sola: occupanti di case, inquilini senza titolo, inquilini di enti pubblici e privati, italiani o stranieri che siano, hanno capito che senza lotta non si ottiene nulla e che gli unici interventi che le pubbliche amministrazioni fanno a favore degli inquilini vanno strappati con le unghie e con i denti.

Lo striscione di apertura

Erano attese circa 300 persone, ma se ne sono presentate più del doppio. Il corteo si è snodato per circa due ore lungo le vie di Magliana.

su via della Magliana 1

Su via pian due torri

Al corteo hanno partecipato, oltre ovviamente alle famiglie che da due abitano nella ex scuola, numerosi occupanti provenienti da altre zone di Roma,  comitati di inquilini (in particolare erano presenti gli inquilini dell’INPS di Magliana, di Cinecittà, e quelli di via Pincherle, con tanto di striscione), militanti di Centri Sociali da tutta Roma, collettivi di studenti e di lavoratori e lavoratrici precari.

Gli inquilini di via Pincherle

Gli slogan più gettonati sono stati "Non si può pagare 1000 euro al mese, per questo le case ce le siamo prese" e altri evergreen della lotta per la casa.

I potenti mezzi

Durante il corteo numerosi interventi dagli altoparlanti hanno comunicato al resto del quartiere le nostre ragioni. In particolare gli/le occupanti della "8 marzo" hanno risposto con i fatti al patetico (e naenche troppo convincente) tentativo in corso di dipingerli come criminali, invitando gli abitanti del quartiere a visitare l’occupazione, a partecipare alle attività già in corso (giardino pubblico, teatro, palestra, corso di cartapesta) ma soprattutto a partecipare alla lotta invece di subire tutti i mesi la rapina dell’affitto.

Di cortei come questo vorremmo vederne uno al giorno, in tutti i quartieri della città.

 

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